Lisa ha scritto: Caro Dadrim, solo una parola... morte!
Dadrim ha risposto: La morte, per l'uomo, simboleggia l'ignoto, la rottura totale con tutto ciò che è il passato, quindi con tutti i nostri possessi e ricordi, di guisa, anche con i nostri desideri inappagati. Per affrontare l'ignoto senza paure o resistenze è pertanto fondamentale avere una mente e un cuore sereni, colmi di fiducia, privi d'ogni forma di timore rispetto al “domani” e altrettanto liberi da recriminazioni o rimpianti verso il passato.
Ma quanti di noi vivono senza trascinare continuamente con sé pezzi del proprio passato? Quante volte abbiamo affermato: “Che stupido sono stato, se tornassi indietro adesso farei tutto diversamente”.
Il passato non vissuto pienamente ci segue come un’ombra, non lasciandoci mai in pace, privandoci, così, della possibilità di vivere pienamente il presente. La morte ci terrorizza perché porta con sé il "conto"! Viene chiedendoci cosa abbiamo fatto, cosa abbiamo compreso, vissuto, quanti momenti di gioia abbiamo sprecato, quanti possibili amori abbiamo gettato o rifiutato per stupide paure o con inutili egoismi.
L’ignoto ci terrorizza perché il nostro passato è tutto ciò che pensiamo d'avere e di essere, e quel che ieri non siamo riusciti a ottenere, speriamo di raggiungerlo domani, ma se un domani non ci dovesse esser più? Ecco allora la paura che ci assale. Teme maggiormente la morte chi non sa cosa sia la vita o chi pensa di averla ormai gettata al vento...
Frammento di articolo tratto da "Il libro di Dadrim".
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