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Sul metodo, la tecnica, la pratica, la meditazione: un'osservazione attenta e passiva

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dadrim meditazioneFederico ha chiesto: Caro Dadrim, tu sostieni di non avere una tecnica o un metodo per camminare verso la realizzazione spirituale. Sostieni anche che ogni tecnica è  una stupidaggine, ma in più occasioni hai parlato di un “giusto atteggiamento alla vita”.

Potresti chiarire meglio questo punto, credo sia di enorme rilevanza, per me, ma non solo.

Un grande abbraccio,Federico.

Dadrim ha risposto: Credo proprio tu abbia capito bene. Dal mio punto di vista non v’è una tecnica, ma unicamente un “giusto atteggiamento” nei confronti dell’esistenza: uno stato mentale che ci permette di penetrare nella dimensione più intima e profonda dell’esistenza, attraverso una disposizione di totale apertura del “sentire”.

Infatti, quando desideriamo comprendere veramente qualcosa, la nostra mente diviene silenziosa, i nostri pensieri si acquietano e, in questo modo, la realtà delle cose lentamente inizia a manifestarsi.

Quando ci diviene chiaro che ogni forma di preconcetto, di desiderio selettivo, di bisogno d'essere rassicurati o compiaciuti, opera come una lente che distorce e confonde la nostra percezione della vita,  la nostra coscienza entra spontaneamente in uno stato che potremmo definire d’osservazione “attenta e passiva”. 

Hai ragione, Federico, questa domanda è molto rilevante per molti nostri amici. Non sei il primo a chiedere chiarimenti su questo punto. Cercherò quindi di approfondire nel miglior modo possibile questo aspetto. Spero che tutti abbiano la pazienza e la voglia di arrivare sino alla fine di queste parole, anche se per qualcuno potrebbero suonare un po’ troppo “didattiche”. La forma espressiva poetica è sicuramente più empatica e coinvolgente, ma pecca di imprecisione, e a volte la precisione è necessaria. Procediamo pertanto adagio e con la massima attenzione…   

La ricerca spirituale nasce dall’esigenza di comprendere e rispondere pienamente ai due principali fenomeni che costituiscono l’umana esistenza.

•        Il primo fenomeno è la “sofferenza”. Sofferenza interiore, mentale, emotiva, esistenziale...

•        Il secondo fenomeno è il desiderio. Desiderio di ricercare e scoprire uno stato interiore solitamente detto felicità, appagamento, serenità, pace, realizzazione, piacere. (…) 

 

Frammento di articolo tratto da "Il libro di Dadrim". 

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Il libro di Dadrim  

 

 

 

 

  

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Commenti  

 
0 # Federico 2008-12-11 11:59
Grazie per la risposta veramente dettagliata e chiara. Avevo proprio bisogno di questa dovizia di particolari.

Un saluto a te Caro Dadrim e ai nostri amici del Blog!!
 
 
0 # Fabio 2009-12-10 17:21
Ciao Dadrim,ho letto con attenzione il tuo post,ma avrei bisogno di un consiglio,spess o anch'io cerco di focalizzare la mia attenzione sulle mie paure,ma spesso mi ritrovo a combattere con la concentrazione che si va a far benedire cosicchè parto con intenzioni più che buone ma poi mi ritrovo a dedicare momenti miseri alla meditazione,mi puoi consigliare un modo per essere più concentrato e lasciar stare il resto del mondo?inoltre dove dovrei indirizzare la meditazione?dovrei pormi domande?fare outing?percorrere in senso inverso il disagio?...in questo periodo mi è venuta voglia di scrivere i miei pensieri,pensi sia un modo ottimale per meditare?
 
 
0 # OnkelF 2011-04-26 23:17
grazie Dadrim, ho scoperto stasera queso tuo blog. Pura acqua fresca.
 

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