Manuel ha scritto: Ciao Dadrim, ...sono convinto che non eseguo correttamente l'osservazione passiva.... non avendo nessuna guida e nessun chiarimento ho sempre cercato di essere consapevole del mio corpo, della mia mente e delle mie sensazioni compiendo uno sforzo per vederle chiaramente... adesso mi trovo in un caos totale ogni volta che cerco di osservarmi. Adesso anche se provo a essere consapevole in modo rilassato del mio corpo soltanto, sono fuori strada perché inizia un'ondata di pensieri che mi porta subito fuori rotta e subito inizia una serie di pensieri ossessivi che non riesco proprio ad osservare. Sento che la mente è padrona e mi comanda... mi sento molto fuori di me....ho riflettuto su questo e mi chiedevo se ciò mi succede perché ho sbagliato sin dall'inizio o è una cosa normale. A me capita quasi sempre di iniziare con l'osservazione mentre lavoro o eseguo delle particolari azioni anche semplici e dopo un po' di essere invaso da pensieri e distrazioni così forti che la mente subito si agita e decide lei e anche se voglio rilassarmi e farle fare ciò che vuole non me lo permette....
Come posso ritornare a quella capacità di essere consapevole in modo semplice senza farmi però attrarre anche dalla volontà di essere consapevole...i pensieri che mi assalgono sono tipo: sto eseguendo bene, sono consapevole ecc. Derivano tutti da un forte desiderio di essere consapevole per uscire dai problemi... Il tuo consiglio è di abbandonare per un po' la pratica per calmare le acque? Anche se questa tecnica dovrebbe essere in se stessa una pulizia, in me fa il contrario, è per questo che penso di sbagliare, di essere troppo volenteroso ad essere consapevole...troppo sforzo per essere consapevole...questa non è consapevolezza per quello che mi sembra...adesso anche se provo a essere in modo rilassato consapevole scatta, come ti ripeto, il meccanismo che mi porta a sforzarmi per essere consapevole. Grazie....
Dadrim ha risposto: Ciao Manuel, vedo che le cose procedono e cambiano rapidamente, bene! Nella tua domanda vi sono tutte le risposte.
Se pratichi l'osservazione per ottenere un risultato, per vincere le tue paure, per rilassarti o per altri motivi non stai osservando ma stai proiettando i tuoi desideri sullo schermo della mente.
Se ami guardare con un cannocchiale l'orizzonte non osservi con l'intenzione di vedere qualcosa di specifico ma accetti tutto quel che c'è. Questo è osservare! La meditazione dell'osservazione attenta e passiva è la stessa cosa: ti siedi in silenzio e senti, vedi... quello che c'è, c'è! Possono scorrere pensieri ossessivi, paure, ricordi, idiozie di ogni genere, angosce profonde, può arrivare qualunque cosa, ma tu rimani lì in osservazione. Ciò che scorre non sei tu, tu sei sempre e solo colui che osserva.
Sicuramente si genera un problema se inizi ad osservare con l'idea che questo voglia dire ottenere la pace interiore, il silenzio della mente o chissà quale estasi, quando invece quel che ora è nascosto dentro di noi è solo caos, paure e qualche ricordo più o meno felice.
Tu scrivi: “Adesso anche se provo a essere consapevole in modo rilassato del mio corpo soltanto, sono fuori strada perché inizia un'ondata di pensieri e mi porta subito fuori rotta..”
Dire “essere consapevoli in modo rilassato” è un non senso. Essere consapevoli significa vedere, accettare, fare i conti con quel che c'è, con la realtà, qualunque essa sia. Non puoi essere consapevole in modo rilassato. Se in te ora v'è tensione e tu vuoi essere consapevole in modo rilassato di che razza di consapevolezza stai parlando? Capisci cosa dico? Capisci dove ti stai perdendo?
Se in te c'è tensione, la consapevolezza prende atto della tensione, se in te scorrono pensieri ossessivi, la consapevolezza ne prende atto, li osserva indifferente, stando in disparte. Praticando l'osservazione, lentamente, con il tempo, dopo aver attraversato mille tempeste della mente e delle emozioni, il rilassamento verrà.
Il viaggio interiore, la scoperta di noi stessi non è una questione di desiderio di pace e serenità, ma una questione di realtà, verità, coraggio, determinazione nello stare a contatto con quel che c'è dentro di noi, bello e brutto, orrendo e meraviglioso, caotico e armonico. Spesso il viaggio inizia da un desiderio di pace, ma più la consapevolezza avanza, più si comprende che la pace reale non è un'assenza di conflitto ma una totale accettazione della nostra guerra interiore.
Tu dici inoltre: “come posso ritornare a quella capacità di essere consapevole in modo semplice senza farmi però attrarre anche dalla volontà di essere consapevole”. La volontà di essere consapevole, come tu stesso ora ti stai accorgendo, e anch'essa un inganno della mente, un oggetto come tanti che lascerai scorrere sullo specchio della tua consapevolezza reale.
Osserva senza aspettarti nulla, se la pace viene, bene, se non viene, bene ugualmente, evidentemente non è ancora il suo momento. Abbandonati, lascia crescere in te la fiducia e pratica l'osservazione come un gioco. Così facendo vedrai accadere qualcosa di paradossale: lentamente vedrai che in te v'è confusione e turbamento ma stranamente tu non sarai confuso e turbato. Lentamente inizierai a comprendere che la tua essenza vive oltre ogni fenomeno della mente.
Non avere paura della paura, non desiderare una pace che fugge dal conflitto, non volere una gioia che teme il dolore, non rifugiarti nel sogno di una vita che nega la morte.
Tra non molto fammi sapere come vanno le cose. Se hai compreso queste mie parole vedrai che la tua osservazione raggiungerà nuove dimensioni.
Un abbraccio,
Dadrim
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Commenti
Ma non esistono direzioni come non esistono scopi sani verso i quali avanzare, niente e' sbagliato o giusto e passare una fase di stasi apparente non e' qualcosa che deve inquietare o abbattere.
Non e' utile agitarsi o spaventarsi per i pensieri che ingorgano la mente e ci arrivano a ondate.
E' naturale.
E' qualcosa di familiare e di rassicurante in un certo senso.
Alla fine sia il caos che il vuoto sono espressioni della nostra esistenza e della nostra natura "ondulatoria-ondeggiante"!!
E'un percorso questo, che ognuno sostiene quando nasce con questi intenti del cuore e della consapevolezza.
Molti prima di noi si sono mossi in queste acque, non siamo mai da soli.dietro i nostri passi c'e' una schiera di meditatori e osservatori che ci hanno preceduto secoli fa.
Secondo me quello che impedisce il rilassamento nell'osservazione di se' e' di nuovo il giudizio che noi continuamente attuiamo verso noi stessi.
E concordo con Dadrim; ogni stato dell'essere e' giusto e degno di essere vissuto e osservato,senza vivere la tensione verso uno stato interiore particolare.
Grazie
Ilaria
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