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Come realizzare i nostri desideri

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Riccardo ha scritto: Vorrei rivedere con te alcuni frammenti di una tua risposta di qualche giorno fa. (Sulla scarsa memoria e volontà lungo il sentiero di ricerca)

Primo frammento: "..ma quel che io sono non lo posso gettare e sostituire: è la mia stessa sostanza, è quel con cui ogni giorno devo andare in giro, volente o nolente. L’unica possibilità che ho per quanto riguarda liberarmi da quel che di me non mi “piace” è osservarlo e comprenderlo siano all’ultima goccia...

Secondo frammento: “...Quante volte nella vita abbiamo desiderato ardentemente qualcosa? Spero molte… e in quelle occasione non ci siamo mai dovuti interrogare sul come trovare la volontà per raggiungere ciò che volevamo."

Ora cerco di mettere insieme le due frasi: se c'è qualcosa che non mi piace di me, a quanto pare ci sono due modi per raggiungere lo scopo.

Primo: osservarlo e comprenderlo fino all'ultima goccia, volente o nolente non mi posso cambiare perché sono così, allora cerco con il cuore di osservare e comprendere il perché sono così.

Secondo: desidero ardentemente cambiare, ma ecco che qui mi appare una contraddizione. Cerco di esaudire uno dei miei molti desideri con la volontà propria della voglia di cambiare o, volente o nolente, rimarrò cosi perché non mi posso cambiare, e mi accetterò per quello che sono?

Cioè, non capisco perché il "desiderio di cambiare" si scontri con "volente o nolente, l'unico modo è osservarlo e comprenderlo". Il primo sembra deleterio perché potrebbe portare ad intestardirsi, il secondo perché assomiglierebbe ad una rinuncia (non riesco a soddisfare il mio desiderio, allora cerco di comprendermi ed accettarmi).

Ti ringrazio.

Ciao, Riccardo

Dadrim ha risposto: Ciò che accomuna queste due affermazioni è il desiderio totale. Se desidero totalmente qualcosa non nasce in me la domanda sul come trovare la volontà per raggiungere quel qualcosa. Forse mi chiederò come raggiungerlo ma non come posso trovare la volontà di raggiungerlo.

Se mi chiedo come trovare la volontà per raggiungere qualcosa significa unicamente che non desidero totalmente quel qualcosa, pertanto in me non esiste ancora un essere integro ma una pluralità di desideri e pensieri contraddittori.

Se desidero comprendere e superare i miei condizionamenti interiori dovrò osservarli con totale consapevolezza e volontà di conoscenza, al di la dei miei desideri contraddittori e superficiali. Se desidero conoscere me stesso, ad un certo punto del cammino, vedrò come non vi sia altra scelta se non quella di affrontare la realtà del mio mondo interiore. Posso sognare di essere una persona libera, ma sino a quando non guarderò effettivamente i pensieri e le emozioni che scorrono in me e che mi portano ad agire, il mio ritenere di essere libero non avrà basi di realtà. Ecco allora che “volente o nolente” mi scontrerò con la realtà della mia personalità.

Il mio totale desiderio di verità e realtà mi porta, “volente o nolente”, a conoscere la mia personalità, e solo quando questa è esposta alla luce della mia consapevolezza la trasformazione diviene possibile.

Dal mio punto di vista “il desiderio di cambiare” non si scontra in alcun modo con la frase “volente o nolente, l'unico modo è osservarlo e comprenderlo”. Se desidero totalmente una cosa cerco di comprendere i modi più adatti per raggiungerla. Se desidero totalmente comprendere me stesso e trasformarmi, un po' alla volta comprenderò che l'unica via per cambiare veramente consiste nell'osservarmi per quello che sono. L'osservazione di sé non è frutto di una rinuncia passiva ad un desiderio di cambiare se stessi, ma è il culmine di un profondo e totale desiderio di verità, libertà e comprensione. È solo dalla reale comprensione di sé che può scaturire una vera trasformazione interiore. Per esempio, è solo vedendo la presenza e l'azione della gelosia e della rabbia che dimorano nel mio animo che posso comprenderne l'insensatezza e la devastazione, ecco allora che comprendendo e sentendo pienamente il male connaturato a queste cose, esse svaniscono come fiocchi di neve al sole. Questa è una legge del mondo interiore che ovviamente non vale per il mondo “materiale”. Se un cane mi sta mordendo la gamba non serve a nulla comprenderlo e osservare passivamente il dolore che mi sta provocando: l'unica cosa che posso fare è dargli un bel calcio e correre a gambe levate! Per quanto riguarda, invece, i nostri rabbiosi cani interiori l'osservazione, il distacco e la comprensione sono azioni che producono una trasformazione nel loro stesso accadere.

Se dovessero esservi altri quesiti, sempre disponibile per un confronto, attendo le tue parole!

Un caro saluto,

Dadrim

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Commenti  

 
0 # Mr Legge di Attrazione 2010-07-30 07:57
Personalmente credo che la confusione nasca soprattutto perchè siamo identificati con i nostri pensieri, che sono come delle voci continue in testa. Chi non le conosce? :-)
Il fatto che abbiamo un conflitto tra delle convinzioni o tra dei pensieri, è perchè siamo identificati con uno o con entrambi. Solo con il distacco, con l'osservazione, come dice Dadrim, possiamo iniziare un processo di dis-identificazione che crea spazio dentro di noi per poterci staccare da questi pensieri. Solo quando siamo usciti da questa confusione, le nuvole si dissolvono e arriva l'intuizione, la risposta che ci connette con una sensazione di verità nel cuore, che poi ci dona quella chiarezza e quella sicurezza nelle azioni che cerchiamo.
Grazie per la condivisione.
 

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