Giusy ha scritto: Ciao Dadrim, voglio ringraziare tutte le persone che ti scrivono perché la loro vita è la mia vita e di questo sono grata a tutti per avermela sbattuta in faccia ogni giorno; non è facile, sai, ammettere ciò che sei veramente, ma dopo tanto silenzio non so ancora dove sto andando, ma non mi preoccupo più. Si, ho sofferto molto, ma la mia sofferenza non è niente a confronto di quanto io possa aver fatto agli altri. Ho calpestato tutti i valori che una persona dovrebbe avere e a volte l'ho fatto di proposito solo per far soffrire gli altri. La compassione che tu mi hai detto di avere per mia madre che beve, per mio padre che ha toccato mia figlia, ora, quella compassione l'ho riversata su di me, non per compiangermi ma per guardami con occhi diversi, per accettare gli errori commessi e scoprirne ciò che mi hanno lasciato, perché tutto ha un suo significato, anche le cose brutte che abbiamo fatto, e io ne so qualcosa. Non si possono lasciare al passato e dimenticarsene, ma mi devono servire a qualcosa altrimenti non capisco perché le avrei fatte. Le tue parole, come quelle di molti scrittori, mi sono servite a creare ancora più confusione, ma ora ci sto bene in questa confusione. Sono o non sono quell'imperatore che sa mangiare alla tavola del ricco e del povero senza chiedersi niente senza sapere perché!? (riferimento all'articolo: Il dolore delle relazioni è una porta) Vado avanti spostando tutti quei massi che avevo messo sulla mia strada per difendermi e usarli per gettarli contro chi mi toccava. Ma a quante persone ho fatto del male? Tante, troppe, sono stata la forma più spregevole che un essere possa diventare. Non pensare che mi voglia giustificare, ed è inutile dire che se tornassi indietro non rifarei ciò che ho fatto perché sarebbero balle, cazzate, e oggi sono grata ai miei errori. Ho 50 anni e ancora no so dove sto andando, non so chi sono e cosa ci faccio qua, ma se prima mi arrabbiavo ora mi piace vivere in questo non sapere. Non so chi sei Dadrim e non voglio neanche saperlo, ma continua a rispondere alle centinaia di lettere, alla bimba di dieci anni, alla madre che ha perso il figlio, alla prostituta, a chi ha perso se stesso e a chi crede di aver scoperto chi è, all'intellettuale e all'ignorante, a chi a perso Dio, a chi lo vuol trovare... Ho imparato a sorridere e un giorno ti scriverò che Rido, ma ho ancora molta strada da fare e ogni giorno è una nuova avventura.
Un abbraccio affettuoso.
Giusy
Dadrim ha risposto: Per poter far emergere quella risata inizia ad abbandonare anche i pesi degli errori passati... non servono più a nulla! Ogni memoria, bella o brutta che sia, è una distorsione dello specchio della nostra consapevolezza. Noi smettiamo di commettere errori non perché tratteniamo la memoria degli errori passati, ma unicamente perché rendiamo la nostra consapevolezza limpida, capace di rispecchiare completamente e liberamente, istante dopo istante, l'accadere delle nostre vite.
Sono già pronto a gioire con te per la tua imminente Risata!!!
Grazie per le tue parole!
Dadrim
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