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Libertà e dialogo nell'educazione di un figlio

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Enrica ha scritto: Buongiorno Dadrim, ho bisogno di un tuo piccolo e veloce consiglio. All' improvviso mi sembra di non saper fare più la mamma. Lasciare fare ai figli i loro sbagli, senza proiettare loro le mie paure, le mie insicurezze, le mie esperienze negative?  Ora, Giulio,20 anni, un corpicino che sembra scolpito da un calco Divino, si è messo a far palestra, è tornato ieri a casa dicendo: mamma carne, tanta carne, il trainer dice che devo mangiarne tanta, come pure solo il bianco dell'uovo ecc, e mi ha consigliato pure delle vitamine (che gli venderebbe lui).  Io, da fedele meridionale, ho sempre dato ai miei figli una cucina semplice, genuina, fatta in casa, per intenderci, completa nei suoi nutrimenti, difatti è cresciuto bene, ma ora che fare?  Parlargli o tacere, anche se forse sbaglierà, vista la sua giovane e plasmabile eta'? Fargli fare le sue esperienze tenendomi in disparte?  Io lì per lì gli ho detto che la carne tutti i giorni fa male e che non possiamo permettercela, e che ciò che mangia in casa è completo e sufficiente per lui.  Ma cosa gli dirà di fare la sua testa e soprattutto il Trainer?  Grazie!

Dadrim ha risposto: Cara Enrica, perché siamo qui? Perché viviamo? Perché facciamo figli, abbiamo mariti, madri, fratelli e amici? Dal mio punto di vista per crescere in libertà e consapevolezza,  e per aiutare chi ci sta intorno a fare altrettanto, figli in primis. V’è però da dire che coniugare libertà e consapevolezza nell’insegnamento che diamo ai nostri figli è cosa difficile, serve, prima di tutto, estrema consapevolezza di sé, per esser il più possibile certi di fare ciò che è meglio per loro e non per noi stessi, per le nostre ansie, ambizioni e paure. Più un genitore è libero da se stesso e più riesce a vedere il proprio figlio nei suoi reali bisogni come nelle sue futili e dannose bramosie.

 

Ma per fare ciò bisogna conoscersi ed essersi liberati da se stessi, dai propri condizionamenti. Premesso ciò v’è anche da dire che crescere un figlio implica diverse fasi e diverse forme di relazione. Quando è infante vive unicamente nel bisogno e nell’insufficienza, assorbe tutto come una spugna, senza filtri della ragione e della consapevolezza. In quella fase l’ambiente che lo circonda, in particolar modo la madre, sono canali di vita diretta. Quando inizia a crescere, con lo sviluppo dell’autocoscienza e della ragione, i confronti si fanno più concettuali, più completi e sempre meno dipendenti. Ecco allora che un genitore si trova nella delicata situazione di dover sapere progressivamente modulare la sua relazione con i propri figli dalla presa in carico totale alla piena autonomia. L’adolescenza è la fase più contraddittoria e conflittuale perché il giovane mischia necessità di fare da sé a residui più o meno grandi di bisogno di essere guidato, accompagnato, se non, a volte, contenuto e bloccato.

Cara Enrica, tuo figliolo ha venti anni, ma come sappiamo l’età non è garanzia di nulla, pertanto solo tu puoi sapere se è ancora un bimbo, un adolescente o se si sta incamminando fiducioso verso una maturità sempre più vasta.

Detto ciò, personalmente ritengo che a venti anni, in qualunque punto della scala di crescita si trovi una persona, un genitore ha il dovere di incoraggiare più o meno intensamente qualità come l’auto-determinazione e il desiderio di sperimentazione diretta. Questo significa assecondare ogni cosa, tacere nel dissenso o finanziare attività ritenute dannose o sciocche? No, anzi! Significa condividere onestamente e completamente la propria opinione, le proprie esperienze e là dove è richiesta una partecipazione, economica o emotiva, darla qualora ci si ritrovi d’accordo o negarla se contrari.

Facendo un esempio banale. Se un figlio fuma, e il genitore non è d’accordo, i soldi per mantenere il vizio dovrebbe guadagnarseli da solo. Ha tot denaro per andare all’università? Bene!, quelli sono i soldi, ma nulla di più per un qualcosa che si ritiene dannoso. Se poi il ragazzo si vuole fumare tutti i soldi anziché comprare i libri, è una sua scelta. Non farà esami, quindi fine soldi per l’università. L’esempio è abbastanza scemo e semplicistico, cosa che la realtà mai è, ma abbastanza utile per chiarire un po’ il mio pensiero. Ovviamente prima di prendere una posizione contraria a qualcosa dobbiamo aver meditato in cuor nostro e con il ragazzo tutte le motivazione, ma qualora si giungesse ad una convinzione, almeno sino a quando qualcosa non la faccia mutare, si dovrebbe rimanere fermi nella propria coscienza, evitando di fare come molte persone che con una mano danno e con l’altra tolgono, e viceversa.

Nel tuo caso specifico, Enrica, tuo figlio ha iniziato ad andare in palestra e il suo trainer gli ha consigliato una dieta a base di carne in abbondanza. Questo mi fa pensare che stia aumentando la massa muscolare. Sta seguendo qualche corso di body building o roba del genere? Se le cose stanno così le riflessioni che potete fare assieme, prima di dire si, sono d’accordo, o no, disapprovo, sono molte. Accompagnalo, aiutalo a pensare, a entrare dentro di sé e capire cosa sta cercando da questa esperienza. Perché potenziare un fisico già tonico e armonico? Cosa desidera, cosa cerca? Sicurezza? Forza? Le può trovare nel potenziamento del corpo o risiedono in altri luoghi? Si sente fragile o sta semplicemente seguendo una moda? Si è infatuato di una ragazza che sa essere attratta da uomini palestrati? Non so, le cose possono essere mille, ma la cosa che so per certo è che da questa piccola cosa potete aprire mille meravigliose discussioni sulla vita e la morte, la forza e la debolezza, la paure, il coraggio e l’amore. Entrate uno nell’altro sempre più profondamente, scopritevi, conoscetevi. Usate la scusa della carne, del trainer e del body building o quello che è per crescere sempre più. Prima di dire si o no, di preoccuparci o meno per qualcosa usiamo tutto ciò che abbiamo come mezzo per risvegliare la coscienza, per aprire nuove dimensione di vita.

Se il costo di questo lavoro è un po’ di carne cotta per qualche mese non credo che vi sia da dispiacersi più di tanto, se non per i morti e i loro parenti.

Vedrai che cercando insieme il senso di quel che si fa le risposte vere e buone escono da sole. Prima di usare parole come si o no, dobbiamo aver speso tutte le parole che vi stanno in mezzo, e sono molte. Solo quando nella nostra mente affiora una visione cristallina, che non necessita di ulteriori chiarimenti, accordo e disaccordo possono trovare la loro reale forza educativa e affettiva, per il tempo necessario, poiché nulla mantiene il suo senso per più di ciò a cui si riferisce.

A voi vicino,

D.

P.S. Cosa da verificare senza troppe parole è la natura e gli effetti delle “vitamine” che propone il trainer. Magari non è questo il caso, ma non sarebbe la prima volta che qualche stupido “trainer” utilizza sostanze dannose.

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Commenti  

 
0 # adelaide 2011-11-23 17:37
Caro Dadrim,ogni volta che leggo i tuoi commenti mi ritrovo puntualmente carente di qualcosa,nelle mie relazioni affettive,ed anche se io amo i miei figli e li ho cresciuti tutto sommato onesti,bravi,ri spettosi,mi rendo conto di aver trascurato qualcosa qua e la'.
il fatto di rendermene conto,mi fa sperare di poter recuperare le cose non dette,non fatte..
Se non e' troppo tardi,ho gia' da tempo ripreso e arricchito le nostre relazioni,che vertono sulle questioni piu' disparate delle Vita intesa come crescita personale,radic amento a dei valori personali di autostima,svilu ppo e potenziale creativo, stimolo ed incoraggiamento laddove c'e' un'innata propensione.Purtroppo io non sono brava come te a dir le cose,ho solo le buone intenzioni,e oggi che mi sento diversa,Tu mi hai aiutata ad alleggerirmi di tanta spazzatura che mi portavo in dote dal passato,mi hai fatto capire un miliardo di cose,oggi che mi sento piu' libera dentro,riesco a rapportarmi con i miei figli in maniera piu' distaccata dai miei vissuti,con la gioia nel cuore di credere che la loro vita e' tutta da vivere,scoprire ,anche nelle cadute,nelle sconfitte,nei dolori,giustame nte io non posso prevenirli o trasmettergli le Mie paure,esperienz e,perche' sono state le Mie paure ed esperienze,non le loro..Parlo sempre male di me,ma a ben guardare,non ho fatto poi un brutto lavoro,ricordo, tanti anni fa, eravamo ancora nella nostra citta' natale,avevamo chiuso i nostri esercizi commerciali e Enzo aveva 18 anni,appena diplomato,un parente di questa citta' dove viviamo adesso aveva presentato domanda di lavoro a nome di mio figlio;preso!Eb bene,mi telefonava tutte le sere piangendo,che gli mancavamo,che voleva tornare,troppi sacrifici,ed io a rincuorarlo a stimolarlo di tener duro,di farsi valere nel lavoro ed essere sempre rispettoso e grato,questa roba e' durata un anno,poi ha conosciuto una ragazza..ed oggi mi ringrazia per averlo spinto a rimanere,ha un buon lavoro,una casa,e
 
 
0 # adelaide 2011-11-23 19:21
E non immagina quanto mi sia costato dirgli rimani la',
anzicche' gridargli torna!Nella mia inconsapevolezz a sentivo che i figli non sono nostre cose,ma vengono attraverso di noi per conquistare il futuro,noi mamme abbiamo solo il compito di preparare i loro cuori a rapportarsi col Mondo.Si,mi sento piuttosto tranquilla su questo aspetto,anche se tu mi hai fatto notare che spesso involontariamen te ho tramesso loro qualcuno sei miei disagi , paure e prevenzioni.E' come se tu mi avessi portata per mano davanti ad una finestra e,levandomi gli occhiali scuri,mi abbia fatto finalmente Vedere,di fronte a me,quanto puo' essere vasto e meraviglioso l'Universo fuori e dentro di me,quante infinite possibilita' ed occasioni potevo cogliere per rivedere con nuovi occhi chi e cosa mi sta accanto, riconciliandomi col mio passato e tanti vissuti amari, avevo ormai la libera scelta di pormi in modo nuovo, diverso,sentito ,dettato unicamente dalla consapevolezza e Cuore tirato a lucido..
Lo so che non finiro' mai di lucidare,ma questo e' il bello, ogni giorno e' una sorpresa,cosa mi portera? su cosa potro' confrontarmi? chi accettera' un mio sorriso? Come mettero' in pratica il mio equilibrio?
Come reagiro' ad una avversita?Vivo,vivo,vivo..
Accetto tutto,anche di sentirmi qualche volta triste,
di non aver voglia di scendere dal letto,di sentirmi attraversare da brutti pensieri,accett o,accolgo,lasci o andare,sono nuvole,solo nuvole,che attraversano il mio sempre piu' tranquillo ed immutato Cielo..
Ma avro' un paracadute qualora dovessi precipitare?
 
 
0 # adelaide 2011-11-24 10:50
Ciao Dadrim,come va? Noto che non tanti sono interessati a questi argomenti,ma forse, al contrario di me, sono tutti genitori migliori,che svolgono bene questo compito cosi' difficile,e non hanno dubbi e perplessita'.Io per questi argomenti non diro' mai:ora non posso,ho altre priorita'! per me queste sono le priorita',non c'e' tempo meglio impiegato se non quello di cercare di migliorare i nostri rapporti personali,forti ficare le fondamenta della Famiglia,cosicc he' questa possa rapportarsi all'esterno con sempre maggiore equilibrio.
Hai ragione quando dici che Famiglia e' un gruppo di persone con uguale intento,sentime nti,compassione e comprensione reciproca,rispe tto,sincerita'
Ed io vorrei creare questo tipo di Famiglia nella Mia Famiglia!Cominc iando sempre da me,e non solo perche' sono la mamma e moglie,ma perche' sono
l'elemento che piu' degli altri componenti sente e sa che si puo' fare di piu',di meglio.Non voglio atteggiarmi a saggia,sapessi quanti travagli ci sono ancora dentro di me,quanti errori ancora commetto,quante ricadute..Ma e' diverso,ora, perche' sto attenta a non farmi fregare dagli atteggiamenti negativi,pensie ri negativi,ora me ne accorgo subito,e cerco di recuperare..
mi rendo conto che non posso eliminare con un colpo di spugna 50 anni di vita vissuti in un certo modo,e mi sforzo di essere magnanima con me stessa quando mi ritrovo impigliata nei vecchi schemi mentali..anche se mi dico str......ci sei ricascata..
Bastera' la buona volonta'?
Sia quel che sia,d'altronde non cerco pace,ma movimento,sfide ,confronti,
e magari un paio di commenti dagli amici del Blog
Felice giornata anime vagabonde
 
 
0 # Cristiana 2011-11-24 13:25
Cara Adelaide,
Penso che sia difficile essere genitore e non avere dei dubbi sul proprio "operato".
E poi come tu ben sai ogni eta' ha i propri problemi....
Mio figlio ha 4 anni ed e' gia' un bambino molto sveglio, molto sicuro di se e testardo, cosa che da un lato mi fa piacere visto che cerco di non trasmettergli paure ed insicurezze, ma dall'altra ovviamente mi crea alcuni problemi.
Mi e' capitato cosi' di doverlo rimproverare e punire severamente (oltre ovviamente a spiegargli il motivo) perche' sorpreso a prendere in giro insieme ad altri bambini il piu' debole di turno; questo mi ha creato non pochi problemi pero' alla fine mi sono convinta che su alcune questioni che io ritengo fondamentali, una linea severa serva.
Poi che dire, io cercherò di fare il mio meglio nella speranza di non trasmettergli troppe paure ed insicurezze ma di trasmettergli invece i valori in cui credo...
 
 
0 # adelaide 2011-11-24 14:34
ciao,Cristiana, secondo me fai bene a far capire al tuo bambino il senso del rispetto e dell'umilta' verso gli altri bambini,e' bene che tu lo faccia ora che i suoi schemi mentali non sono ancora radicati,magari con punizioni non troppo forti (potrebbero rimanere cicatrici profonde e irrimarginabili ) tieni conto che e' proprio in un'eta dove la componente piu' importante e' l'autoaffermazion e, l'inizio di un percorso di individualita' e sicuramente lui non si rende conto di eccedere, come non accetta a fondo le punizioni perche' si sente nel giusto..diciamo che e' in prove tecniche di vita,e qui subentra il lavoro di Mamma,che tu stai facendo alla grande.Io,per quanti sbagli possa aver commesso nella crescita dei miei figli,difficilm ente li ho puniti in modo severo,
Dopo aver spiegato dove sbagliavano,dic evo loro che non gli avrei parlato per tot giorni,muta.Ti assicuro che funzionava..Non mi permetto certo di criticare il Tuo modo,ne' darti consiglio (non sono il pulpito ideale) ma tu hai dei vantaggi,sei giovane,brava,e d hai il tempo ed i mezzi interiori per edificare con tuo figlio fondamenta solide sulle quali lui potra' crescere e fiorire forte e flessibile come un Giunco,e da qui,rapportarsi al Mondo in modo sano ed equilibrato,non stancarti mai di ascoltare tuo figlio,di parlarci, si vedere oltre gli occhi i suoi richiami,di sentire e capire ancor prima di lui se qualche disagio lo sta turbando..Vedo intorno a me tanti giovani alla deriva,Anime smarrite
e sole,vagare incerti in un mondo di sordi e ciechi,noi adulti,che troppo presi dai nostri affanni materiali,trasc uriamo il bene piu' prezioso: Noi stessi,che attraverso i nostri figli dovremmo costruire il Futuro..
 
 
0 # Cristiana 2011-11-24 14:54
non mi puoi criticare perche' non sai come ho punito mio figlio.
Per me dire a un figlio che per tot giorni non gli si rivolge la parola (e poi lo si mette in atto ) e' una punizione severa...
penso stiamo dando un diverso significato al termine severo
 
 
0 # adelaide 2011-11-24 16:25
Cara Cristiana,se hai ben letto il mio commento e i tanti altri di piu' disparati argomenti, ho detto chiaramente e con grande umilta' che non mi permetto ne' di criticare ne' di giudicare l'altrui operato
in qualunque contesto esso si svolge.
Sicuramente c'e' stato un frainteso.e se questo l'ho provocato io.ti chiedo perdono.
Spero tu mi dia ancora occasione di dimostrarti la mia buona fede,e di relazionarci sempre con serena e pacifica condivisione.
Una felice serata,
 
 
0 # adelaide 2011-11-24 17:34
Gentile Cristiana,ho ancora 10 minuti prima di andare al lavoro e volevo estrernarti la mia amarezza nel notare che tu hai colto dal mio commento solo uno spunto nel quale hai ravvisato un mio atteggiamento di critica,e non il testo nella sua completezza,nel quale
esprimevo concetti positivi e assolutamente di stima.
un abbraccio
 

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