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Come aiutare a crescere una figlia?

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Adelaide ha scritto: Ciao Pier, vorrei un tuo parere, o un consiglio molto gradito, su mia figlia Giorgia, 16 anni, l'Arcobaleno della mia vita: è arrivata dopo tre maschi ed avevo 40 anni. È sempre stata una tipa tosta, indipendente, ribelle, ma un cuore di zucchero. È lei la causa degli eterni litigi con il resto della famiglia. Io e lei andiamo d'accordo nelle idee, sulla vita, sull'amore. È insofferente alle regole, alla monotonia, agli schemi tradizionali della brava figlia. E' da tempo indipendente, nel senso che fa quello che vuole, dorme spesso dal suo ragazzo, non torna quasi mai a casa la sera, praticamente fa la sua vita, e viene a casa , dice lei, solo per me, tutti gli sono contro, la disprezzano, per loro, tradizioni da medio evo, e' una vergogna, ecc.. Io ad essere sincera sono tranquilla, ho in lei una fiducia sconfinata perché la conosco bene, non le ho mai imposto niente, l'ho sempre aiutata e spronata a scegliere la strada che fosse dettata dal suo cuore, con gioia e responsabilità. Ma a tutt'oggi, non fa niente, e i parenti gongolano, ha lasciato la scuola, e cazzeggia tutto giorno. Al mio invito a cercarsi un lavoro risponde si, ora, va bene, dilunga nel niente. Sarò una madre snaturata, ma non mi va di costringerla a prendere il primo lavoro che capita, per svolgerlo scontenta, tenuto conto che non accetterebbe, e ora mi chiedo, sto ferma a guardare o le dico cosa? Che fare? Stare buona in disparte, ed aspettare che capisca cosa vuole? O vederla far la vagabonda? A me non dispiace, beata lei, senza pensieri, senza affanni, felice ed innamorata, lei si che si gode la Vita, e non ci tengo affatto che cambi molto, un buon lavoro, un buon partito, una bella casa, e poi si vive con la paura di perdere qualcosa, la carriera, i soldi, la dignità, la Libertà, e vai con lo stress, i disagi e quant'altro, quando parlo cosi mio marito rabbrividisce e si incazza. Non sono una buona madre, dice, non so educare una figlia femmina come si deve, anzi per niente, per questo lei è alla deriva. Che c'è di più bello? Potessi scapperei, per fare la sua vita, ma non posso dirlo, farlo, ancora...

Grazie, Pier, se vorrai dirmi la tua.
Un abbraccio

Pier ha risposto: Cara Adelaide, da queste righe mi pare emerga un tuo grande dolore, una rabbia, una pesantezza per una vita che vorresti diversa e che in tua figlia proietti. Ma ogni proiezione ci impedisce di vedere realmente chi abbiamo di fronte, come vive, quanto è effettivamente sereno e cosa lo potrebbe aiutare a crescere. Tu dici: “Potessi scapperei, per fare la sua vita, ma non posso dirlo, farlo, ancora...”. Perché questo dolore, questo desiderio di fuga? Questo ritengo sia il punto fondamentale, un punto che se non risolvi non ti permetterà di vedere con lucidità e profondità la tua bambina. Quanti vorrebbero poter tornare agli anni dell'adolescenza? Molti, ne sono convinto, ma regredire non è possibile, l'unica cosa possibile è progredire comprendendo e superando le fatiche che l'adultità comporta. La vera libertà, la libertà del saggio, sta nella capacità di vivere pienamente nel mondo senza farsi corrompere dai suoi condizionamenti e dai suoi affanni.

Tu dici: “(Giorgia) È da tempo indipendente, nel senso che fa quello che vuole...”. Dal mio punto di vista, però, fare quello che si vuole non significa essere indipendenti. Indipendente è colui che non dipende interiormente da nessuno poiché vive con un cuore e una mente liberi. Avere tre fratelli e un padre che ti criticano continuamente, forse perché figli del medioevo, ma forse proprio perché sanno di vivere ancora in una società maschilista e medievale, avere un madre che in qualche modo sostiene o alimenta questo conflitto, non è cosa facile per una ragazzina di 16 anni. Comprendo che non torni mai a casa! Cara Adelaide, tu dici: “un buon lavoro, un buon partito, una bella casa, e poi si vive con la paura di perdere qualcosa, la carriera, i soldi, la dignità, la Libertà, e vai con lo stress, i disagi e quant'altro...”. Queste sono le valutazioni di una persona che ha potuto fare esperienza di tutte queste cose e che né ha tratto queste personalissime conclusioni. Siamo sicuri che siano anche le libere conclusioni di una sedicenne? Cosa ne sa lei di carriera, casa, buon partito? E perché dovrebbe per forza finire stressata, schiava, piena di disagi? Potrebbe anche trovare o inventarsi un bel lavoro, incontrare un uomo che ama per quello che è e non per i soldi che ha, avere una bella casa, perché sotto un ponte a dicembre fa freddo, ed essere così forte e libera interiormente da non lasciarsi sopraffare da inutili paure di perdere soldi, dignità e quant'altro...

Dal mio punto di vista non risiede in un'eterna inconsapevole infanzia la risposta ai nostri problemi, ma nella capacità di vivere e godere ogni cosa rimanendo liberi interiormente, consapevoli di quel che è fondamentale e di quel che è secondario. Essere creativi, svolgere delle attività per il puro piacere che queste ci danno, saper trovare e amare il bello che vive in tutte le cose, amare senza pretendere, lasciare amare senza farsi possedere, lavorare e camminare nel mondo senza perdersi in angosce, vili compromessi, bramosie di potere e successo, tutte queste cose sono fondamentali. Fondamentale è comprendere e accogliere i limiti dei nostri famigliari, non per asservirci, ma per amare anche dove v'è paura e resistenza, poiché solo chi ama è veramente libero e riesce a trasformare un limite in una porta per il nuovo.

Ancora scrivi: “Io ad essere sincera sono tranquilla, ho in lei una fiducia sconfinata perché la conosco bene, non le ho mai imposto niente, l'ho sempre aiutata e spronata a scegliere la strada che fosse dettata dal suo cuore, con gioia e responsabilità”. Se non temi nulla perché mi hai scritto? Forse il problema non è tua figlia ma sei tu, forse il problema sta in queste tue parole: “Potessi scapperei, per fare la sua vita, ma non posso dirlo, farlo, ancora...”.

Infine chiedi: Che fare? Stare buona in disparte, ed aspettare che capisca cosa vuole? O vederla far la vagabonda? A me non dispiace, beata lei, senza pensieri, senza affanni, felice ed innamorata, lei si che si gode la Vita...

Pensare che un vagabondo non abbia pensieri o affanni non mi sembra cosa corretta. Avere una villa, soldi e un lavoro porta pensieri e problemi quanto non avere nulla. La differenza non la fa la povertà o la ricchezza ma la consapevolezza della persona. Una persona libera interiormente non patisce grandi affanni né in povertà né in ricchezza, non si rende schiava né della casa o del conto in banche, né dell'impossibilità di avere una macchina e vestiti firmati.

Cara Adelaide, spero che tu comprenda cosa vorrei comunicarti attraverso queste mie, forse dure, parole. La vera felicità, per me, risiede nella libertà della nostra mente e del nostro cuore, nel trovare un armonia, un equilibrio fra i tanti conflitti del mondo. L'occhio del ciclone è in quiete, come il centro del nostro Essere! Non è negli estremi che possiamo trovare la pace, non è nell'opposizione, nello scontro ceco con un sistema di valori o con una situazione disagevole che possiamo trovare la risposta. Chi vive opponendosi a qualcosa rimane comunque schiavo della cosa a cui si oppone. Essere liberi non vuol dire lottare contro qualcosa o fuggire da qualcosa, ma aver compreso e pertanto superato la natura di ogni cosa. La vera libertà distrugge ogni limite e ignoranza come la luce dissolve le tenebre. Il sole non sa cosa sia la notte, non lotta contro l'oscurità per scacciarla. Semplicemente, se c'è il sole non c'è la notte, se c'è la notte significa che non c'è il sole. Lascia che tua figlia sia libera e forte come il sole, aiutala a non dover fare una lotta che non porta da nessuna parte, tanto più se è contro i sui fratelli e suo padre. Ma soprattutto aiutati a rispondere a queste tue parole: “Potessi scapperei, per fare la sua vita, ma non posso dirlo, farlo, ancora...”.

Un abbraccio
Pier

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