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Separazione, conflitti, tensioni del corpo e della mente

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S. ha scritto: Ciao Dadrim, ho deciso di contattarti perché è da un po' che ho dei problemi interiori. Quando sono in mezzo alla gente non mi sento più a mio agio, infatti, mi capita di sudare notevolmente sotto le ascelle e quando inizio un discorso a volte mi trema perfino la voce. E' cominciato tutto un anno e mezzo fa circa, anche se forse mi era già capitato leggermente in precedenza ma non intensamente come ora. Ho 19 anni e non riesco a capire cosa abbia scaturito in me questa sensazione di inadeguatezza. Un anno fa oltre a prepararmi per la maturità e scegliere l'università da fare, che sono certo che alla mia età può essere un cambiamento non da poco, ho realizzato che mia madre, già separata da mio padre 10 anni fa, si sta riseparando dal suo nuovo marito con il quale a una bambina di 5 anni (dico realizzato perché mi ero già accorto che non andavano troppo d'accordo ma non avevo capito la gravità della cosa). Questo ha generato notevoli conflitti in famiglia, che già di suo è molto incasinata (ho anche i nonni separati), con anche alcuni problemi economici: quindi è circa un anno che in casa si respira un clima pesante e sembra che nessuno si voglia bene. Io, dopo molti tentativi di riappacificare le cose, di cercare di risolvere la situazione, mi sono chiuso in me stesso. In un certo senso ho odiato la mia famiglia, sopratutto mia madre, perché non è come le altre e mi metteva in una situazione troppo grande per me. Per risolvere questo mio malessere ho cominciato a leggere vari libri che potessero aiutarmi (per es. Antony De Mello, Dalai Lama e cose simili) e a provare tecniche di rilassamento come la meditazione, ma ho ottenuto risultati quasi nulli. Ora sto cercando di cominciare a ritrovarmi con mia madre (sembra strano ma mi ero isolato realmente in casa cioè non parlavo con nessuno al di fuori del dire ciao e poco altro), anche se non posso convivere con tutta la mia famiglia in quanto è divisa in fazioni in lite che ho rinunciato a riunire. Potresti darmi qualche consiglio su come io posso liberare la mia mente da questa tensione, da questo mio non sentirmi a mio agio. Non riesco a distrarmi con gli amici, anzi, sono nervoso anche mentre sono con loro. Ho perso la mia naturale capacità di stare in mezzo alla gente e quindi sono a disagio e finisco anche per rattristarmi. Quando vado in discoteca e bevo qualche drink questa tensione mi passa, ma non posso bere sempre per togliermi questa tensione. Spero che tu riesca a darmi qualche consiglio su come risolvere questa situazione, su come io possa tornare ad essere a mio agio in mezzo alla gente e magari ad esserlo anche più di quanto lo sia mai stato.
Ti saluto.

Dadrim ha risposto: Caro S., la difficile situazione che stai passando non può fare altro che creare quelli che tu chiami problemi interiori. Da quel che mi racconti sembra tu sia cresciuto all'interno di una storia famigliare che ti ha insegnato che i problemi nelle relazioni non si risolvono, non si superano, non danno la possibilità di crescere in armonia e consapevolezza, ma spezzano, dividono, allontanano e isolano le persone. Sembra inoltre che tu ti sia fatto carico di tutto questo dolore e di tutta questa incapacità di comunicare e ascoltarsi. “...dopo molti tentativi di riappacificare le cose, di cercare di risolvere la situazione, mi sono chiuso in me stesso... la mia famiglia in quanto è divisa in fazioni in lite che ho rinunciato a riunire.” Quel che mi sento di dirti è che tu in tutta questa faccenda non hai nessuna responsabilità e men che meno la possibilità o il dovere di sistemare le cose. Ma è inevitabile, i figli, ognuno a modo suo, si fanno sempre carico della sofferenza dei propri genitori, finendo unicamente per gravare le loro giovani spalle di pesi antichi.

 

A volte separarsi è un atto di saggezza, ma unicamente se lo facciamo partendo dalla comprensione delle dinamiche che determinano un'incompatibilità. Il più delle volte le relazioni non terminano veramente ma divengono un campo di battaglia dove scaricarsi addosso reciprocamente tutti i guai interiori irrisolti. La tua famiglia non è strana, non è molto diversa da moltissime altre, anche di quelle tante che rimangono insieme unicamente per reggere una facciata che nasconde paure profonde, abitudini insormontabili o miseri interessi e opportunità. Come credi che vivano i figli di queste famiglie apparentemente “giuste”? Forse anche peggio di coloro che hanno genitori apertamente in conflitto, poiché là dove una guerra è esplicitata perlomeno ci si può attrezzare per sopravvivervi, e nessuno fa finta che nonostante quotidianamente ci si torturi a vicenda vi sia comunque una sorta di amore perché legittimato dalle carte di un comune o di una qualche chiesa.

Il problema non sta nello stare assieme o nel separarsi ma nel come si sta assieme o ci si separa, da quel che si impara nell'attraversare un dolore. Vi sono persone che trovano un nuovo equilibrio e riscoprono un vero amore proprio dalla distanza che una separazione può generare, vi sono individui che nella vicinanza scoprono modi e forme per vincere i propri egoismi e le proprie difficoltà di comunicazione, vi sono poi persone che si torturano sempre e comunque unicamente perché non hanno ancora capito che amarsi non significa pretendere dall'altro quel che vogliamo, ma aiutarsi reciprocamente a scoprire in noi stessi quel che ancora non conosciamo.

Guarda la tua famiglia per quello che è, non volerla cambiare non condannarla per quel che non è riuscita a superare. Permettiti di sentire dentro di te tutta la rabbia, l'odio e la solitudine che possono, più o meno involontariamente, averti procurato. Lascia che questa ferita sia esposta al sole e al vento, solo così potrà cicatrizzarsi. Cerca di condividere i tuoi sentimenti e i tuoi pensieri, permettiti di esprimere la tua voce, fallo con chi ritieni più adatto, ma fallo. Ciò che teniamo rinchiuso nelle cantine del nostro cuore continuerà ad urlare e a tormentare la nostra quiete interiore sino a quando non gli daremo ascolto.

Come puoi liberare la tua mente da questa tensione?

Il tornare a parlare con tua madre può già essere il primo passo. Se riesci cerca di condividere con lei quel che hai vissuto e che stai vivendo, trova il coraggio e la forza di condividere il tuo punto di vista, le tue emozioni, e con altrettanta apertura cerca di comprendere il suo dolore, come e quando sono nati i conflitti. Cerca di fare questo con l'unico intento di trovare una comunione fra anime, lascia perdere le colpe e le responsabilità, sono solo inganni della mente. Cerca unicamente di comprendere e di farti comprendere. È solo grazie alla comprensione che possiamo bruciare le scorie del passato e trovare così la forza per vivere pienamente il presente.

Anni di relazioni difficili irrigidiscono e intossicano il nostro corpo, pertanto, una buona cosa da fare è praticare uno sport con intensità e assiduità. La pratica fisica aiuta a sciogliere quelle tensioni muscolari che a causa del loro essersi generate con lentezza non siamo nemmeno coscienti di avere.

Non so se ti sei mai accorto ma quando siamo vicino a delle persone che litigano inconsapevolmente iniziamo a contrarre alcune parti del nostro corpo, forse quelle che sentiamo più vulnerabili alla carica emotiva negativa cui siamo esposti. La continua esposizione a situazioni di stress emotivo crea un'abitudine, un modo di stare nel nostro corpo fisso, non più fluido e capace di variare in base alla diverse condizioni ambientali. Ecco allora che ci può succedere che quando siamo in relazione con altre persone iniziamo a sentirci tesi anche se non v'è alcun motivo. Da questa condizione facilmente entra poi in gioco il pensiero, con tutte le sue valutazioni, ansie e desideri. La mente inizia a chiedersi: cosa succede, come posso uscire da questa condizione, guarda come sono ridotto, ecco che non riesco più a stare nemmeno in un semplice relazione fra amici... Così viene in essere un circolo vizioso di tensione dal quel ci pare di non uscire più, la voce trema, sudiamo, siamo sempre più irritati e scontenti... Ma le cose come sempre accade sono ben più semplici di quel che pensiamo.

Lascia perdere il pensiero, non ti risolverà proprio nulla, lavora più sul tuo corpo, sulle tue emozioni e sulle tue abitudini. Esprimiti, lasciati andare, cerca luoghi e relazioni dove ti puoi sentire il più possibile libero, accettato e sereno. Danza, canta, corri, nuota, ama, cammina nell'erba a piedi scalzi, rimani ad osservare la corrente di un fiume quando viene il tramonto! Tieni la mano di un'amica mentre passeggiate senza alcun motivo se non quello di sentire il calore di questa vita che scorre fra di voi! Se poi nascono altri motivi meglio...

Crea un'abitudine inversa a quel che sino ad oggi hai passato, se per anni sei vissuto nel conflitto, nel silenzio e nella tensione, ora, consapevolmente vivi dimensioni armoniche, di dialogo, rilassate.

All'inizio forse ti sarà un po' difficile, ti sentirai un po' goffo, ma è normale, è solo questione di tempo, di prendere confidenza con una dimensione di vita che sino ad ora ti è sfuggita.

Lentamente vedrai che questo tuo nuovo modo di stare al mondo e nelle relazioni inizierà a seguirti come un ombra anche nelle situazioni più difficili.

Un'ultima cosa, quando passi delle buone giornate e dei bei momenti, alla sera prima di dormire, rilassati completamente e abbandonati al sentire la bellezza che porti in te (nel sentire, non nel frullare con la mente!). Quando poi ti svegli al mattino, dopo esserti lavato la faccia, rimani due minuti di fronte allo specchio a fissare il tuo volto, non fare smorfie, non lasciarti andare a commenti tipo: sono pazzo ad ascoltare quello scemo del blog, ma guardo cosa mi metto a fare, ecc.. Se qualcosa ti passa per la mente lasciala passare, fregatene, tu rimani lì per i tuoi buoni due minuti. Questo è un semplice trucchetto che ci può aiutare a rimanere più consapevoli di noi durante la giornata.

Con un po' di pazienza, fiducia, costanza e coraggio la tua naturale capacità di stare al mondo e nelle relazioni rinascerà, non ho alcun dubbio. Fra un po' di tempo fammi sapere come vanno le cose.

Dadrim

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Commenti  

 
0 # Fabio 2010-02-26 13:21
Posso dirti che conosco una persona che ha una vita simile alla tua,con mille incertezze,tant i timori ma soprattutto un peso che è come un masso ma non è un fardello che porta per colpa sua ma per tutto ciò che gli ruota attorno,l'unica cosa che ha trovato sensata fare è stata quella di staccare la spina da tutto per un po,è andato via per qualche mese a lavorare all'estero così per rimettere in chiaro le idee e per rigenerarsi,ora è tornato e non ti dico che ha trovato la soluzione a tutti i suoi problemi o che sono spariti,ma ora perlomeno affronta le cose in modo diverso...come disse una volta...mi sembra jonh lennon:"La vita è quello che ci capita mentre facciamo altri progetti",ti auguro di superare tutto ciò!
 

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