Francesco ha scritto: Caro Dadrim, dentro di me persiste una sensazione di fragilità, vulnerabilità, mi sembra di essere sempre una barca in mezzo al mare in tempesta. Troverò mai un porto?
Un saluto, Francesco.
Dadrim ha risposto: Caro Francesco, le nostre fragilità e le nostre vulnerabilità sono dei tesori incommensurabili. Più aumenta la nostra forza e più aumenta la nostra capacità di vedere e accogliere le nostre debolezze, più aumenta la nostra chiusura e la nostra ignoranza e più diminuisce la nostra capacità di sentire e comprendere i nostri limiti. Viviamo in una società ottusa dove l’idea imperante è che l’uomo forte non conosce fragilità e vulnerabilità, ma se ben osserviamo lo stato di fatto delle cose, facilmente comprendiamo quanto questa concezione della vita renda le persone unicamente insensibili, superficiali ed egoiste. La vera forza nasce dalla capacità di accettare e vedere tutta la nostra debolezza, solo da una siffatta condizione possiamo sperare di giungere ad un maggiore livello di apertura e fusione con il mondo e le persone, ma per poter incontrare e conoscere veramente quel che ci circonda dobbiamo essere in grado di sentire completamente tutto quel che vive dentro e fuori di noi.
La strada che conduce alla libertà è fatta di una sempre più grande capacità di riconoscere, accettare e amare le debolezze, le fragilità e i limiti che vivono in noi e nelle persone che ci circondano. La trasformazione della nostra coscienza risiede, infatti, nell’atto stesso di accettare e accogliere pienamente, senza alcun giudizio o resistenza, quel che in principio sentiamo e ci appare come un limite...
Frammento di articolo tratto da "Il libro di Dadrim".
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