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Omosessualità, amore e condizionamenti sociali

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Claudia ha scritto: Caro Dadrim, ti scrivo perché in questo momento sto camminando in un tunnel nero del quale non ne vedo la fine... Ho 28 anni e devo dire che la vita mi ha sempre sorriso. Ho trovato l'amore della mia vita molto giovane, o almeno così credevo, un uomo stupendo che mi ha sempre amato, dolce e sensibile, l'unico che mi abbia sempre fatto sentire speciale. Un matrimonio e un bellissimo bambino hanno coronato questa splendida storia fino ad oggi. Una notizia sconvolgente ha rovinato per sempre la mia vita. Dopo 8 anni di matrimonio ho scoperto che il mio compagno è omosessuale e ha deciso di ricostruirsi una nuova vita con il suo migliore amico. So che sembra una storia da romanzo, ma purtroppo è successo proprio a me. Come competere con un altro uomo? Cosa dire del suo papà a un bambino di 6 anni? Io non so proprio più cosa fare, il mio essere donna ha subito un colpo tremendo ed io fatico a ritrovare un equilibrio come donna, come compagna, come mamma. Temo davvero per la salute del mio bimbo, e non so proprio più cosa fare. Ti prego aiutami, dammi un consiglio. La luce in fondo al tunnel non si vede ed io sono allo strenuo delle mie forze. Il mio ex-marito ora convive con il suo compagno, ma per fortuna continua a vedere il figlio. È una tortura per me vederlo così tutte le settimane e dover far finta di nulla per il benessere di nostro figlio.. non ne posso più... grazie per lo spazio ed il tempo che mi dedicherai...

Dadrim ha risposto: Cara Claudia, la tua situazione mi pone di fronte a riflessioni estremamente vaste e delicate. Vi sono coinvolti moltissimi aspetti dell'esistenza umana: la sessualità, la fiducia, il matrimonio, l'educazione di un figlio all'interno di una società costruita su mille dogmi, pregiudizi e conflitti. Credo di comprendere la profondità e l'oscurità del tunnel che stai attraversando, ma sono anche certo che se saprai percorrerlo con estrema pazienza, fiducia e coraggio, la saggezza e la forza che ne ricaverai saranno immense e ti apriranno possibilità di pace e serenità ora inimmaginabili. Partiamo con il riflettere sulla questione della sessualità e dell'identità di genere di un individuo. L'idea predominante è che un individuo superata l'adolescenza, e cioè raggiunta quella che viene considerata l'età della maturità psicofisica, acquisisce piena consapevolezza delle forme e delle inclinazioni della sua dimensione sessuale e affettiva. Dal mio punto di vista le cose non stanno così principalmente a causa di due fattori. Il primo è l'impossibilità di definire cronologicamente un'età che sancisce la maturità di un individuo sotto tutti i suoi aspetti, inoltre, il concetto stesso di maturità è una questione estremamente soggettiva di cui la maggioranza delle persone non ha nessuna idea chiara. Per me la maturità non esiste! Esiste la maturazione, cioè un percorso di continua espansione di consapevolezza, sensibilità e conoscenza di sé.

Il termine maturità descrive il raggiungimento di un apogeo, il completamento di un percorso, ma ciò è assolutamente fallace per quanto riguarda la natura umana poiché l'essere umano è un fenomeno senza fine, in continuo divenire, è una manifestazione di creatività e trascendenza di sé infinita. Si matura sino all'ultimo giorno della nostra vita, e gli uomini di domani sono destinati a superare ogni traguardo degli uomini d'oggi. Questo è il reale potenziale umano. Che ciò non si verifichi quasi mai, e che la maggior parte delle persone, nei fatti, rimanga pressoché bloccata all'età di otto anni per tutta la vita, è un fatto dipeso dalla malata azione educativa che la società esercita.

L'essere umano nasce con immense potenzialità di raggiungere sempre più alte vette di bellezza, serenità e armonia, ma le enormi pressioni coercitive a cui l'ambiente lo costringe, ne paralizzano e deformano lo sviluppo. I nostri bambini subiscono lo stesso trattamento a cui sottoponiamo gli animali tenuti in gabbia. Per rendere la carne che mangiamo morbida e bianca gli animali sono lasciati crescere in strette gabbie affinché la loro muscolatura si atrofizzi. Sotto il piano spirituale imponiamo lo steso trattamento a tutte le nuove generazioni. Facciamo crescere i pensieri e le emozioni dei nostri bambini entro le nostre anguste, vecchie e sciocche gabbie religiose, politiche ed etiche.

Pertanto ecco il secondo motivo che impedisce all'uomo, dal mio punto di vista, la possibilità di una continua maturazione: la devianza del nostro sistema educativo. La nostra cultura confonde, reprime e ostacola il naturale sviluppo dell'intelligenza dell'individuo sino a renderlo totalmente incapace di compiere scelte ed azioni limpide e serene. Quanti uomini scoprono inclinazioni omosessuali solo dopo essere passati attraverso lunghe esperienze eterosessuali, magari coronate da matrimoni e figli? Molti! E quanti ancor più sono gli uomini che per paura e vergogna non usciranno mai dalla facciata di una rassicurante e ben accettata relazione eterosessuale? Perché un individuo deve passare attraverso mille menzogne, autoinganni, sotterfugi e dolori, prima di poter divenire consapevole della propria omosessualità? Dal mio punto di vista la causa è da rintracciarsi in una società fondata su una cultura maschilista e omofoba.

Esiste uno stereotipo malato e ipocrita di uomo che alberga ancora nella mente di molti uomini e tristemente anche di molte donne, un uomo che concepisce la sua identità come superiore, come modello unico, giusto e sano, a cui tutti dovrebbero appartenere o perlomeno sottostare. Un uomo eterosessuale, superiore alla donna, unica forma di espressione possibile della sessualità maschile poiché benedetto da dio e tutelato dal potere della chiesa. Questo modo di vedere l'uomo paradossalmente è il frutto stesso di tutte le insicurezze che si nascondono nell'animo dell'uomo, del “maschio”.

Un individuo esalta se stesso, la sua identità e le sue appartenenze unicamente quando nel profondo del suo animo si percepisce fragile, dubbioso, in continuo pericolo di essere sopraffatto o conquistato da ciò che vuole tenere lontano proprio per la paura di esservi simile. Ma chi instilla queste paure nell'animo umano? La cultura, la società ed in particolar modo la filosofia repressiva e malata che le religioni applicano per la gestione della sessualità umana. Il prete teme la sua sessualità, pertanto la condanna in lui e negli altri, ma non v'è nulla di più potente e devastante di un'energia sessuale repressa. Un corpo e una mente sani per molti anni sono attraversati da spinte sessuali che cercano unicamente la loro serena e naturale soddisfazione all'interno dei giochi del piacere. Ma il piacere è condannato, poiché rende le persone serene, pacifiche e naturali. Cosa instilla nell'animo umano il desidero di fare guerre, lotte politiche, ambire al denaro e al potere? La condanna del piacere!

La nostra società, nel suo sostrato morale, condanna il piacere ad ogni livello: fisico, emotivo, mentale. Ecco allora che per compensare questa vergognosa repressione nascono bordelli, pornografie, spettacoli televisivi con donne semi nude in ogni salsa e posizione. Ecco che gli uomini ambiscono al denaro e al potere perché sanno che solo così saranno immuni dalla condanna morale del piacere. Cercano il potere per poi pagare il sesso e compensare anni di repressioni in ogni modo. Se un professore delle elementari viene beccato a prostitute subito l'intero paesino lo condanna, perde il posto. Se un noto politico viene beccato a festini di droga con un numero imprecisato di prostitute, subito mille colleghi si prodigano a giustificarlo, compatirlo, il prete del suo paese lo assolve prima ancora che qualcuno lo abbia condannato, la moglie sparisce da ogni rivista, giornale o intervista, i figli non esistono, un alone di compassione e protezione lo culla per un po' di tempo, sino a quando, redento e mortificato, riappare con una carica politica ancor più elevata e remunerata. Non parliamo poi se viene trovato un prete con qualche donna! I preti, si sa, hanno dalla loro parte Dio stesso! Cosa gli si può dire?!

Cara Claudia, perdona le mille apparenti divagazioni del mio discorso, ma dal mio punto di vista sono aspetti fondamentali per comprendere cosa può essere accaduto al tuo compagno e cosa continuamente accade fra uomini e donne. La nostra cultura omofoba è un prodotto di chi non sa abbandonarsi all'amore, poiché quando v'è amore il piacere e la sessualità seguono le loro naturali vie. L'amore non condanna l'individuo ma lo lascia crescere per quello che è, accettandolo pienamente, senza giudizio alcuno. L'amore fa si che alcuni esseri umani possano sviluppare serenamente i loro tratti eterosessuali, altri bisessuali ed altri ancora omosessuali. L'amore non reprime l'energia sessuale e non condanna le forme che questa prende poiché dove v'è amore la sessualità è sempre accompagnata da estrema sensibilità e cura dell'altro. L'energia sessuale, guidata dall'amore, non può mai rendere l'altro un mezzo del proprio piacere, ma si fonde in una reciproca condivisione di piacere e rispetto. Ecco allora che, all'interno di questa visione, tutte le ossessione sessuali, le perversioni, la prostituzione non hanno più alcun senso e appaiono in tutta la loro violenza e strumentalizzazione del copro umano, imbrigliato all'interno delle paludi che genera una sessualità repressa.

Non v'è nulla di peggio della condanna e della repressione del sesso poiché è proprio da questo atteggiamento che nascono le peggiori manifestazioni di libidine e piacere malato. La sessualità, nel processo di maturazione di un individuo, se viene lasciata al suo naturale percorso, accompagnata dallo sviluppo dell'amore e della consapevolezza, traccia vie di bellezza, piacere e serenità, raggiungendo un suo apogeo oltre il quale inizia a dissolversi per lasciare la coscienza umana più libera e aperta ad altri piani di conoscenza. Ad una certa età accadrebbe naturalmente la fine del desiderio sessuale e la nascita di desideri diretti alla dimensione spirituale e del trascendente, ma abbiamo così pervertito l'uomo da fargli credere che un individuo che non fa più sesso è semplicemente un vecchio vicino alla morte e alla miseria. Per questo vediamo tristi e squallidi vecchietti con occhi ancora iniettati di desiderio sessuale intenti a guardare i sederi di ragazzine o in fila nelle farmacie per acquistare pillole dai mille colori che promettono poteri magici.

Cara Claudia, forse il tuo compagno ha dovuto reprimere dentro di sé per molti anni la crescente consapevolezza della sua identità omosessuale oppresso dalla paure dei mille condizionamenti e giudizi sociali che questo avrebbe comportato. Da quel che mi racconti vi siete sposati molto giovani e forse questo non ha aiutato ad avere le idee chiare. Sono tutti forse, quel che so, però, è che se quell'uomo che hai sposato anni fa era un uomo stupendo, sensibile e dolce, queste qualità non possono essere perse, e per un figlio che cresce sono molto più importati dell'avere uno padre ben accetto dalla morale comune ma disgraziato nella reale relazione con suo figlio. E forse è proprio la sensibilità del tuo ex compagno ad averlo costretto a non poterti mentire per una vita, a non poterti far vivere in un sogno fatto di menzogne, in una felicità apparente data da un uomo che dentro di sé continuamente avrebbe sognato una vita diversa. Se così fosse, anche questo è amore. Non sto cercando giustificazioni, sto solo provando a farti riflettere sul fatto che forse una gran parte del dolore che ora senti è data dal riconoscere quanto l'ambiente in cui viviamo, la nostra tanto decantata società, giudichi e condanni nonostante sia essa stessa la causa prima di molti dolori.

La tua femminilità ed il tuo essere donna non possono in alcun modo essere messi in discussione da questo fatto, poiché tutto ciò riguarda unicamente la crescita e la consapevolezza di un uomo che deve seguire la sua strada. Altra cosa vale per il tuo bambino ed il suo dover crescere all'interno di una società ambigua e giudicante. Sono certo che se tu e suo padre riuscirete a fargli sentire la naturalezza e l'inevitabilità di questo accadimento, non patirà grandi sofferenze, e se ne avrà saranno le necessarie fatiche che ognuno di noi deve compiere per modificare l'ambiente in chi viviamo, per renderlo più amorevole e disposto a far si che le persone divengano il più possibile consapevoli della loro sessualità, e non il prima possibile dei buoni cattolici, mariti e padri. Posso immaginare che tu ora sia piena di rabbia e delusione nei confronti del tuo compagno, e l'unica cosa che posso consigliarti è di trovare il modo di sfogare tutto ciò. Non reprimerti, non tenere queste emozioni devastanti dentro di te, altrimenti avveleneranno il tuo animo. Prendine consapevolezza, accettale, sfogale. Hai tutto il diritto di sentirti tradita, delusa e ingannata. Questo non vuol dire che lui sia colpevole, ma significa che ti ha fatto del male, che non era la persona che pensavi che fosse e probabilmente nemmeno lui per molto tempo se ne è reso conto.

Un abbraccio,

Dadrim

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Commenti  

 
0 # Giulia 2010-08-28 16:39
Non ho parole per esprimere la bellezza della tua risposta,Dadrim .
Grazie per lo spazio che sai aprire nell'anima.
 
 
0 # atomo 2010-08-28 17:15
ah! se fossimo tutti capaci di arrenderci all'idea che l'amore eterno non esiste e che sopratutto non esiste l'amore "giusto... morale o immorale normale o anormale".
un resa che ci consentirebbe di non soffrire atrocemente "per amore" ma.. addirittura di gioire d'amore per chi amiamo e ha scelto d'essere felice con qualcun altro.. senza che ciò significhi che noi diventiamo suo nemico.
l'omosessualità è un dettaglio in questa storia dove su tre adulti due ne escono comunque felici e.. la terza se saprà arrendersi all'amore (che altro è l'amore se non volere il bene dell'amato ?) potrà rendere felice anche il più indifeso della storia.. il bimbo.
sarà una sofferenza atroce per Claudia non lo si nega, ma io apprezzerei il coraggio e la sincerità del marito.. si è palesato proprio per "amore" nei suoi confronti. Coraggio quindi Claudia, son certo che volendolo troverai aiuto nel tuo uomo
 
 
0 # renato farina 2010-08-28 19:19
Ammappete che botta!Amica Claudia.A mia nipote l'é successo un fatto uguale ,solo che non sono nati figli, sposata in Italia e poi partita per l'America, lí si accorse che suo marito era vero ma...differente. Mio fratello dovette metterci la sacra rota per rompere il vincolo mai consumato.Fiumi di parole,libri si possono scrivere per cercare di capire la NATURA.La Terra, l'Uomo hanno milioni di anni alle spalle e appena 2000 e picco di anni che si batte su un chiodo che non arriva al suo fondo e per noi la Veritá.
Dadrim ha ragione,all'inevitabile bisogna sapere o trovare la forza di girare la pagina
e continuare a vivere e sperare che un giorno arriveremo alla comprensione e alla civilizzazione perché nonostante i grandi progressi di vita ; ne siamo ancora molto lontani nello spirito e la sua essenza.
 
 
0 # giorgio tanco 2010-08-29 07:37
Grazie per aver condiviso la tua esperienza, il tuo sentire, il tuo dolore...ed il padre del bambino, il tuo compagno non centra nulla, ci sei solamente tu e vedrai che questa "storia" ti aiuterà ad "aprire gli occhi", vedere tutte le tue "credenze" di come deve essere, il tuo questo mi piace, questo non mi piace, è un regalo che l'esistenza ti offre e so già che lo saprai cogliere. C'è pure un lavoro interessante che ti sarà da aiuto, una piccola mappa, vai su "the work" di Byron Kathe, è una donna che sta aiutando tantissime persone a liberarsi dai loro "credo". Spero parli un po' di inglese Claudia, ti può essere d'aiuto anche andare su you tube e guardarti qualche video sulle relazioni, cerca Mooji, Jeff Foster, Adyashanti,Gang aji..e leggi qualche libro dei Giganti: Osho, Nisargadatta, Poonja...e grazie Dadrim per il tuo aiuto, già, abbiamo perso il nostro "essere naturali", fermi alla nostra maturità psicologica di un bambino di 8 anni, o di 14 se proprio siamo fortunati...e ritornare a quella fonte è veramente un dono dell'esistenza, grazie Dadrim per esserne una manifestazione, impossibile non vedere, amore sempre Giorgio
 
 
0 # Matrice 2010-09-02 18:58
Vorrei lasciare un commento in senso generale per poter dare una chiave di lettura riguardo l'omofobia.Esistono 3 fattori fondamentali in questo mondo che riguardano il discorso della sopravvivenza e sono:Il nutrimento( cibo acqua e aria),il coprirsi(es.vestirsi avere una casa ecc.)e la procreazione(fa re i figli).Senza questi principi fondamentali una specie qualsiasi di questo mondo perisce e non esiste piu.Quindi per quanto si sforzi un individuo a fare accettare l'omosessualità,n on ci potrà mai essere il totale accoglimento da parte dell'intera umanita e forzarla anche culturalmente ad accettare cio,perche fare i figli è vitale per non estinguerci.
2° punto:esistono 3 fasi della vita;anzi sarebbero 4 ma vi elenco quelle piu significative e importanti.Una è la condizione del bambino.Il bambino è per natura NON auto sufficiente,sig nifica che ha bisogno di qualcun altro per sopravvivere.E' egoista e piange sempre perche è l'unico modo per lui di sopravvivere,no n conosce altri modi per farlo.La seconda è la condizione dell'adulto,che è sempre egoista ma sa dominare la natura è autosufficiente e quindi trae beneficio dalla natura da solo.Non è generoso!! ,se lo fa ,lo fa per trarre dei vantaggi personali,per lui i figli sono un peso!.3° ,condizione del genitore!!colui che domina talmente bene l'ambiente dove vive che ha da dare a se stesso e anche agli altri.La condizione del genitore voglio specificare non è quello dell'individuo che fa i figli!,ma di colui che da adulto ha goduto a pieno della vita,talmente tanto ,che ora puo solo dare ai figli.Questa è la condizione del genitore!Non voglio lasciare commenti personali dopo queste dichiarazioni,s pero però che molti leggendo quello che ho scritto, facciano le loro riflessioni su questi aspetti importanti della vita.
Un caro saluto a Claudia e a tutti coloro che leggono il blog di Dadrim.
Martice
 

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