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L'amore incondizionato: il miracolo più grande

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abbraccio fra amantiSara ha scritto: Caro Dadrim, cosa pensi dell'educazione, dell'amore e dell'ego?

Dadrim ha risposto: L'ego nasce quando la coscienza inizia a muoversi verso il mondo della creazione, perpetrando le spinte istintuali dettate dalla volontà di sopravvivenza.

L'ego è una struttura auto-difensiva eretta nei confronti del mondo esterno, generata durante il primo stadio evolutivo.

L'individuo per conoscersi deve inevitabilmente perdersi nelle forme della creazione, patire la sofferenza della perdita di se stesso, sino ad anelare successivamente la riscoperta di se stesso.

Così stanno le cose per loro stessa natura: il gioco della vita si fonda sulla necessità di perdersi per poi ritrovarsi. Dio può gioire di se stesso solo dopo aver dimenticato e rievocato la sua natura divina. V’è, però, un dolore necessario al ricordo di sé e un dolore reiterante, malato, connaturato alla struttura dell'ego.

La mente cerca di capire, cambiare, manipolare la realtà.

Quanto sono superflui i nostri perché, quanto sono inutili le nostre domande.

Ora c'è dolore, sofferenza, paura: desistiamo da ogni tentativo di capirli e spiegarli.

Tutto ciò serve solo a distorcere la reale comprensione dei fenomeni per tentare di controllarli e manipolarli secondo il nostro desiderio di sicurezza. Queste sono solo le dinamiche auto-protettive dell'ego. Immobili, restiamo nel presente, seduti nel cuore del nostro dolore, e lasciamo che da solo si racconti. Stando alla sua presenza, senza manipolarlo, come ghiaccio al sole si dissolverà svelando il silenzio che nasconde al suo interno...

Frammento di articolo tratto da "Il libro di Dadrim". 

Clicca qui per scaricare la versione gratuita del libro.

 

Il libro di Dadrim

 

 

 

 

 

   

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Commenti  

 
0 # gentian 2008-11-19 21:42
...non ho la tua limpida chiarezza ,Dadrim.....ma sento che, cio che scrivi appartiene anche a me...confusione ed momenti salubri si alternano...gli opposti diventano sempre più vicini...meno aspri...,l'estasi pero' ,appartiene al non spostarsi..al centro..al let-go.
...la monotonia della ripetizione giornaliera ,non ha un senso alla fine...mi accorgo invece che il non-senso, il semplice quieora è la sostanza del TUTTO...
GRAZIE per i sprazzi di presenzza ,che mi crei amico...buon riposo
 
 
0 # Mariano 2008-11-20 00:11
E' solo un istante, ma quell'istante mi sembra eterno. CApita così, a volte, di sentire che ogni cosa e al posto giusto, come doveva essere, nell'unico modo in cui si poteva esprimere. E' solo un istante fugace, ma quanto significato lascia ogni qual volta viene.
Nelle tue parole spesso risento l'eco di quel momento e comprendo da dove riprendere il cammino!
Un caloroso saluto,
Mariano
 

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