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Il dolore dell'ego nell'amore

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 Giusy ha scritto: Ciao Dadrim sono Giusy, stasera sono al limite della mia esistenza. Nei miei 50anni sono caduta tante volte e, senza sapere perché, mi sono rialzata e ho continuato a camminare, cercare il senso del mio essere qua. Trentanni di ricerca non sono serviti a farmi capire e perdonare mio padre che ha preso ciò che di più caro ho: mia figlia. Perché non riesco a perdonare? Perché non mi voglio più bene e ho buttato nel fango la mia vita? Come dice Osho devo arrivare alla pura pazzia per ottenere un po' di consapevolezza? Perché non riesco a ridere di me stessa? Perché ho una madre alcolizzata, un matrimonio fallito, una relazione andata in frantumi? Ogni momento metto una maschera diversa per affrontare il falso perbenismo della famiglia, il lavoro, i conoscenti e tanto altro. Perché, se è vero che scegliamo e creiamo tutto noi, io ho fatto questo. Ti chiedo scusa ma dovevo parlare dopo tante bugie dette a me stessa, e questo credere a giorni alterni di sapere cos'è l'amore. Tutte balle, non so proprio niente. Perché è così difficile volersi bene?

Dadrim ha risposto: Cara Giusy, capisco che la sera non sia delle migliori e che quando si sta male si vede tutto nero, ma proprio per questo dobbiamo cercare di non perdere la nostra consapevolezza, la nostra capacità di osservare noi stessi e le cose che ci circondano. Cerchiamo pertanto di riflettere un po' assieme. È vero che scegliamo e creiamo tutto noi, ma unicamente quel che riguarda la nostra felicità e la nostra dimensione interiore, non certo quel che riguarda il bene e il male che ci possono capitare dall'esterno o tanto meno quanto concerne le azioni e la felicità altrui. Se mia madre beve è una sua responsabilità, una sua scelta. Posso cercare di farla diventare più consapevole e di farle sentire la mia presenza amorevole e non giudicante, ma in nessun modo posso e devo assumermene una qualche responsabilità o farmi turbare. Se accettiamo il fatto che tutti noi siamo pienamente responsabili per quel che scegliamo e creiamo questo vale anche per tua madre e tutti quelli che ti circondano. La mia presenza interiore osserva sia il bene che il male con lo stesso atteggiamento distaccato e lucido.

La mia consapevolezza osserva ogni fenomeno, sempre, qualunque cosa accada. I pensieri mi dicono: “Questa è mia madre, guarda come vive. Io sono sua figlia, sono nata da questa persona, ne sono responsabile o ne sono in qualche modo legata al valore o alla miseria delle sue azioni e scelte”. La mia consapevolezza osserva questi pensieri che nascono in me senza giudicare, senza coinvolgersi, poiché tutto ciò che vedo non posso essere io, pertanto, ponendo sempre più energia nell'osservatore, progressivamente riesco a interagire sempre più calmo e sereno con la vita.

L'amore è sempre premuroso e mai angosciato poiché l'angoscia è solo il frutto del nostro attaccamento egoistico a persona o cose. L'amore non si appiccica mai a nulla, ma sempre accompagna in modo libero e empatico la vita di coloro a cui si rivolge, provando compassione quando vede il dolore e lo smarrimento di questi, ma mai agitazioni e angosce. L'amore è lieve e sereno, per questo eleva e cura le sofferenze. Come può un animo eccessivamente preoccupato portare luce nei cuore di persona sofferenti? Non è possibile. Chi si angustia per qualcuno non fa altro che aumentare il buio di quest'ultimo e di se stesso.

Per quanto riguarda la fine di un matrimonio e lo sfascio di una relazione tutto dipende da cosa volevamo e vogliamo. Se l'unica cosa che desidero è comprendere me stessa, i miei condizionamenti e divenire sempre più libera e serena, ogni fine è il preludio di un più consapevole e gioioso inizio. Vi sono persone che approcciano la sofferenza che provano nelle loro relazioni come un qualcosa che non dovrebbe accadere, una colpa personale o del compagno, un male da fuggire, negare o reprimere. Chi si comporta così di norma vede andare in frantumi tutte le sue relazioni senza mai capirne i perché e ripetendo tutto al primo nascere di un nuovo “amore”. Quante volte abbiamo sentito dire, da parte delle donne, che gli uomini sono tutti uguali, e, da parte degli uomini, che le donne sono tutte uguali? Peccato che la verità sia esattamente l'opposto. Sono coloro che fanno queste affermazioni ad essere sempre uguali! Quando esco da una relazione senza aver capito cosa non funzionava finirò inevitabilmente in una relazione identica, poiché il soggetto che compie la scelta del partner sono sempre io e il mio condizionamento interiore non è minimamente cambiato.

Essendo totalmente inconsapevoli delle correnti profonde che ci spingono a fare delle scelte, la nostra piccola mente conscia, quando ci sentiamo attratti da una persona, ci racconta che questa volta è la volta buona, che questa volta abbiamo trovato un'anima gentile, premurosa e intelligente: questa volta andrà bene! Peccato che la realtà sia che anche questa volta abbiamo scelto qualcuno senza sapere un bel niente di noi stessi e, pertanto, ancor più di colui che ora crediamo di amare.

Le persone inconsapevoli di sé fingono sempre quando entrano in relazione con altre persone, perché, non sapendo chi esse siano, cercano di mettersi sul volto la loro migliore maschera di scena per fare colpo, sperando di trovare qualcuno che le tiri fuori dalla loro miseria.

Quando “due attori mascherati” si incontrano si raccontano di essere stati attratti dalla bellezza delle loro maschere, ma la realtà è tutt'altra. Ciò che ci attrae è sempre il riflesso dell'anima che scorgiamo negli occhi dell'altro. Per quanto un uomo possa recitare una parte i suoi occhi non mentono, e così accade che ogni volta siamo convinti di aver scelto una persona diversa, unicamente perché le recite e le maschere sono diverse, ma in realtà, il nostro desiderio profondo continua a scegliere quegli occhi che riflettono la medesima anima con cui non abbiamo ancora risolto la questione.

Ecco allora che se durante l'arco di una vita passiamo attraverso la fine di mille relazioni, ma da ognuna di queste usciamo più consapevoli e saggi, tutto è stato guadagnato. Se invece vediamo ogni fine come un fallimento, poiché il nostro intento non è quello di comprendere e trascendere i nostri limiti, ma quello di trovare l'anima gemella o simili illusioni, alla fine del nostro viaggio saremo tremendamente appesantiti e disperati. L'anima gemella non esiste, non v'è nessuno in giro per il mondo che possa far felice un essere inconsapevole. L'anima “gemella” è l'ombra delle persone libere e consapevoli poiché, con chiunque queste si incontrino, la loro consapevolezza saprà farle agire con serenità e rispetto di sé stesse e dell'altro.

L'idea che da qualche parte esista per tutti un'anima gemella è frutto del desidero di tutti coloro che non vogliono fare i conti con la propria ignoranza interiore e che, quindi, sperano che in un qualche luogo imprecisato esista qualcuno capace di dare felicità alle loro infelici esistenze. Questo modo di intendere se stessi e le relazioni dà vita a una serie di furti fra poveri. Mi spiego meglio.

Quando sono ignorante spiritualmente, mi sento infelice e vuoto, cerco qualcuno che sembra possa darmi la gioia e la pienezza che desidero. Ovviamente so benissimo che non posso presentarmi a qualcuno dicendo: “Salve! Sono una persona infelice e ignorante, sto cercando qualcuno in grado di tirarmi fuori dai guai”. Pertanto inizio a recitare, fingendomi brillante o in qualche modo attraente sperando di attrarre qualcuno. Peccato che essendo inconsapevole, non ho mai capito che quel che sto facendo io lo sta facendo anche la maggior parte delle persone che vivono su questo pianeta. È a causa di questa reciproca recita e fuga da se stessi che la maggior parte delle relazioni finisce con due persone che si sentono fregate una dall'altra.

Diversamente la persona che desidera conoscere se stessa esce arricchita da ogni relazione, più consapevole delle sue stupidità, della sua forza, bellezza e altrettanto dei limiti e delle possibilità della persona con cui entra in contatto. Alle volte può succedere che due individui non si lascino mai e si aiutino vicendevolmente a superare le proprie ignoranze, altre volte un uomo deve cambiare vari partner, altre volte nasce chi non deve più passare attraverso la scuola delle relazioni perché porta già con sé quell'amore che non necessità più di alcuna lezione.

Le vie sono tante quanti sono gli esseri umani, l'unica cosa per me importante è non ritenere mai qualcosa un male, poiché lungo il sentiero che conduce alla maturità tutto è una lezione fondamentale. Cara Giusy, forse non sai ridere di te perché stai ancora sognando che qualcuno ti possa donare quella serenità che invece dimora unicamente dentro di te. Quanti matrimoni felici credi che vi siano su questo pianeta? Quante persone credi siano passate attraverso questo mondo senza sperimentare il devastante dolore che lo abita? Lutti, malattie, relazioni che finiscono in tragedia, fallimenti economici, miseria, povertà, guerre, violenza. Almeno alcune di queste cose hanno colpito o colpiranno tutti noi: non v'è alcun dubbio su questo. Per coloro che ricercano la pace e la serenità nel fuori, nei corpi, negli oggetti, nelle ricchezze, nella fama, nel successo, nel potere, negli altri, la disperazione sta solo attendendo il momento buono per bussare alle loro porte.

Il mondo esterno è impermanente e coloro che si attaccano ad esso sono destinati alla sofferenza. Forse possono vivere qualche anno buono, ma unicamente se non usano la ragione, unicamente se si illudono che quel che hanno oggi possa durare per sempre. Ma che razza di felicità è quella che proviene da un autoinganno, da una rimozione dei fatti? Vi sono poi quelle persone che vivono in preda agli istinti più bassi, che esistono unicamente per mangiare, dormire e fare sesso, ma di costoro non ne teniamo minimamente conto altrimenti dovremmo occuparci anche dei maiali e dei tori. Tutte queste parole unicamente per dirti che stai soffrendo così tanto probabilmente proprio perché stai cercando quella risposta che va oltre gli attaccamenti, le forme transitorie del mondo fenomenico, i piccoli piaceri dei bisogni fondamentali. Se così non fosse a quest'ora avresti già trovato la tua piccola prigione in cui ritirarti come fanno ogni giorno milioni di persone.

C'è chi appende il senso della sua intera vita a un lavoro, un po' di denaro, un po' di successo, una relazione, un credo ottuso, un cane o un hobby: le sciocchezze in cui potersi nascondere sono infinite. Se a cinquantanni non ne hai ancora trovata una significa che stai cercando una risposta ben più vasta e reale. Hai ben conosciuto la ruota del mondo, ne hai visto le sue gioie e i suoi dolori, i suoi inganni e le sue promesse mantenute o disilluse. Se così è, quale momento migliore, se non questo, per potersi dedicare con totale energia e impegno alla conoscenza del tuo silenzio interiore?!

Io credo una cosa: più siamo raccolti nel nostro silenzio interiore e più siamo in grado di gioire anche dell'impermanente spettacolo del mondo per il tempo che ci è concesso. Meno siamo raccolti nell'amore e nel silenzio del nostro Essere e più siamo incapaci di gioire delle forme e dei colori della vita. Chi vede solo il mondo che esiste fuori da sé agisce come una bestia affamate, impaurita e pertanto rabbiosa, continuamente trasportata dalle correnti di un bisogno insaziabile. Chi consce la realtà che si cela nel profondo del cuore di ogni uomo, nel mondo agisce come un saggio imperatore che fa visita alla casa di un umile uomo: “Assaggia il buon cibo come il cattivo, gode la compagnia delle persone sagge, trascorre imperturbabile il tempo degli arroganti e, compassionevole, si avvicina ai deboli e agli ignoranti. Al termine della giornata ringrazia tutti e dona a piene mani l'oro che gli rimane. Infine sale sul suo cavallo e si volta partendo a galoppo, per fare ritorno al suo regno, verso il sole che scende all'orizzonte.

Infine tu dici: “Ti chiedo scusa ma dovevo parlare dopo tante bugie dette a me stessa e questo credere a giorni alterni di sapere che cos'è l'amore. Tutte balle, non so proprio niente. Perché è così difficile volersi bene?”

Sapere cos'è l'amore è inutile, poiché il sapere è figlio del pensiero e il pensiero è sterile. Il pensiero parla e straparla dell'amore perché può solo immaginare ma mai sentire e vivere veramente. Cosa ce ne facciamo di una definizione dell'amore, dell'idea dell'amore, se nei nostri cuori non sentiamo la sua presenza? In questo momento dici di non sapere proprio niente, che sono tutte balle. Ecco, io credo che mai come oggi tu sia stata vicina alla porta dell'amore. È proprio quando la nostra mente inizia a trovarsi ignorante e inutile che quel qualcosa che esiste al di là di noi può iniziare a manifestarsi.

Cara Giusy, rimani in questo non sapere, gustane il silenzio, la pace, il non sapere più dove andare, che fare, e permettiti semplicemente di Essere. Questi sono buoni giorni, tutti i giorni sono buoni per chi sta entrando dentro di sé.

Un grande abbraccio,

Dadrim

 

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Commenti  

 
0 # Marianna 2010-05-10 20:08
Come mai vi siete sempre lasciati e sono andate con un altro se tu sei stato per loro il guru, le hai fatte crescere? Il fatto che la loro felicità rende infelice te è una cosa da pensare e discutere. Capisco se è una o l'ultima ragazza con cui ti sei lasciato che ti fa stare male vederla felice con un altro, ma non tutte e tre. Spero che tu sia tanto giovane, perchè a me sembra che non ti sei mai innamorato e non sei mai stato sincero e te stesso. Forse ti turba non il fatto che loro posseggono una parte di te, ma che in realtà non hai dato niente di te. E ti spaventa soprattutto il tuo lato oscuro che secondo me non è tanto oscuro, quanto non conosciuto. Noi conosciamo e creiamo la nostra immagine attraverso il rapporto con gli altri, e ogni persona e ogni rappoto e diverso dall'altro. Sono come infinite angolazioni che ci fanno vedere come siamo fatti. Non esistono due angolazione uguali, sempre che non siamo noi a coprire e a uniformare i nostri lati e a far vedere solo un'immagine piatta e allora sì che è possibile che tre persone vedano la stessa immagine di noi. Buona ricerca dell'equilibrio!
 
 
0 # Flavio 2010-08-25 12:14
Dadrim, la tua risposta è una conferma e un chiarimento di ciò che la vita in questi mesi mi ha insegnato.
Grazie.
 

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